Nel mondo agroalimentare tutti parlano di innovazione, ma non sempre si riesce a trasformarla in metodo. Oggi le aziende vivono ogni giorno tra volatilità dei mercati, pressioni sui margini, filiere complesse e sfide climatiche. Produttività e qualità non bastano più: serve una nuova capacità di governare il cambiamento. Ed è proprio qui che entra in gioco QGS, la realtà che edita Radici, e che ogni giorno lavora per portare tecnologia, organizzazione e cultura del dato nelle imprese del settore.
A guidare questo percorso è Germano Fogolin, Amministratore Delegato di QGS, impegnato in una fase di forte integrazione aziendale. Una trasformazione che unisce la storica competenza tecnologica di QGS – focalizzata sulle soluzioni Microsoft Dynamics 365 – alla solida esperienza consulenziale di Quin, da cui l’azienda è stata acquisita nel 2022.
Secondo Fogolin, tre parole definiscono oggi l’identità di QGS: integrazione, conoscenza e consulenza. L’azienda si muove come un partner unico in grado di coprire l’intero perimetro tecnologico – ERP, CRM, analisi avanzata – ma sempre mantenendo saldo il principio che la tecnologia è un mezzo, non il fine. La vera chiave è partire dai processi, comprenderli e renderli più efficienti, accompagnando l’imprenditore in un percorso evolutivo graduale, concreto e misurabile nel tempo. Riguarda proprio la fiducia: in un settore abituato a misurare tutto in quintali, litri o resa per ettaro, il digitale sembra qualcosa di “intangible”. Ma Fogolin ribalta la prospettiva: la fiducia nasce dal ritorno sull’investimento. È l’analisi organizzativa – non quella tecnologica – che permette di individuare inefficienze, costruire simulazioni di miglioramento e prevedere un rientro dell’investimento spesso tra i 6 e i 12 mesi. Quando i numeri parlano, l’innovazione smette di essere un costo e diventa un valore concreto.
Non solo: QGS lavora già da tempo anche su un tema cruciale per il futuro della filiera agroindustriale, ossia l’equilibrio tra sistemi transazionali e modelli previsionali. L’intelligenza artificiale, inizialmente percepita come una moda, sta diventando uno strumento reale per anticipare la domanda, migliorare le pianificazioni e ridurre gli sprechi. Ma l’approccio di Fogolin è pragmatico: niente hype, solo applicazioni semplici, utili e concrete, integrabili nella quotidianità delle aziende senza stravolgerla.
Guardando al futuro, la sfida non è solo tecnologica ma anche territoriale e organizzativa. QGS sta strutturando un modello più manageriale, con ruoli chiari tra sales, delivery e business unit. Sta ampliando la propria presenza in Italia – con nuove sedi e una Academy itinerante prevista per il 2026 – perché, come sottolinea Fogolin, la prossimità è fondamentale: “il consulente deve vivere l’azienda del cliente”.
C’è una convinzione che attraversa tutto il racconto di Fogolin sulle pagine di Radici: la qualità del prodotto non può esistere senza qualità del processo. L’agroindustria, con filiere lunghe e processi complessi, somiglia molto all’automotive. Ogni anello deve essere efficiente. Ed è proprio lì, nell’ottimizzazione dell’infinitesimo, che il digitale garantisce marginalità e sostenibilità a lungo termine. È una responsabilità e, allo stesso tempo, un’enorme opportunità per un settore che ha scelto la qualità come proprio posizionamento competitivo nel mondo.
Radici N4 – Dicembre 2025
Se vuoi leggere l’intervista completa a Germano Fogolin e scoprire gli altri approfondimenti dedicati ai protagonisti dell’agroalimentare, trovi tutto su Radici Magazine n.4 – dicembre 2025.
Radici non è solo una rivista: è uno spazio editoriale che dà voce alle innovazioni reali, raccontate da chi le vive ogni giorno nelle aziende, nei campi, negli stabilimenti e nei laboratori.