C’è un punto di partenza spesso invisibile, ma fondamentale, nella trasformazione dell’agrifood: il seme.
È da lì che prende forma gran parte dell’innovazione che oggi sta ridefinendo l’intera filiera agroalimentare. Un elemento minuscolo, ma capace di influenzare resa, qualità, resistenza alle malattie e sostenibilità delle produzioni.
Eppure, nonostante il suo ruolo strategico, il settore sementiero resta ancora poco conosciuto al grande pubblico.
Il primo anello della filiera agrifood
“Siamo il primo anello della filiera, perché tutto parte dal seme.”
Da questa riflessione prende avvio il contributo di Giuseppe Carli, presidente di Assosementi, che nel nuovo numero di Radici racconta l’evoluzione di un comparto spesso poco visibile, ma centrale per il futuro dell’agricoltura.
Oggi l’industria sementiera rappresenta un vero e proprio concentrato di genetica, ricerca e innovazione. Le scelte che avvengono in questa fase iniziale si riflettono lungo tutta la filiera: dalle decisioni agronomiche fino al prodotto finale sugli scaffali.
Innovazione genetica e nuove tecnologie
Negli ultimi anni, il settore ha vissuto un’accelerazione significativa grazie all’introduzione di nuove tecnologie.
Tra queste, le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) stanno aprendo scenari importanti, permettendo di sviluppare varietà più resilienti, produttive e sostenibili.
A questo si affianca la crescente integrazione con strumenti digitali, che consentono di:
- migliorare la selezione varietale
- ottimizzare le performance produttive
- supportare decisioni più rapide e basate sui dati
Il risultato è una filiera sempre più connessa, in cui l’innovazione non è distribuita in modo isolato, ma parte proprio dal suo primo anello.
Dalla ricerca al mercato: una filiera più consapevole
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati nell’intervista è il divario tra il valore reale del settore e la percezione esterna.
I consumatori sono abituati a scegliere tra prodotti finiti, ma raramente hanno consapevolezza del lavoro che avviene “a monte”: ricerca, sperimentazione, sviluppo genetico.
Colmare questo gap significa anche rafforzare l’intera filiera, rendendola più trasparente e comprensibile.
Un settore strategico per il futuro dell’agrifood
In Italia, l’industria sementiera conta circa 200 aziende, tra grandi gruppi internazionali e realtà imprenditoriali altamente specializzate.
Un ecosistema che rappresenta un punto di riferimento a livello europeo e che contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’agricoltura, sia in termini economici che tecnologici.
In un contesto in cui sostenibilità, efficienza e sicurezza alimentare sono sempre più centrali, il ruolo del seme diventa ancora più strategico.
Dove nasce davvero l’innovazione
Guardare al futuro dell’agrifood significa quindi partire dalle sue fondamenta.
Significa comprendere come innovazione, ricerca e tecnologia non siano elementi separati, ma parte di un unico processo che attraversa tutta la filiera.
E significa anche riconoscere che, spesso, il cambiamento più rilevante nasce proprio nei punti meno visibili.
Leggi l’intervista completa su Radici
Questo è solo uno dei contributi presenti nel nuovo numero di Radici.
👉 Scopri l’intervista completa a Giuseppe Carli e approfondisci il ruolo del settore sementiero nell’evoluzione dell’agrifood.