La viticoltura sta cambiando più velocemente di quanto sembri.
Il cambiamento climatico, l’evoluzione dei mercati e la crescente attenzione alla sostenibilità stanno ridefinendo territori, varietà e modelli produttivi. In questo scenario, il ruolo della ricerca vivaistica diventa sempre più strategico.
È questo il tema al centro di uno degli approfondimenti del nuovo numero di Radici, dedicato a Elisa De Luca, responsabile del centro ricerche di VCR – Vivai Cooperativi Rauscedo, realtà di riferimento a livello internazionale nella produzione di barbatelle di vite.
Cambiamento climatico e nuove geografie del vino
Negli ultimi decenni la viticoltura mondiale ha vissuto una trasformazione profonda. La vite si sta progressivamente spostando verso latitudini e altitudini prima considerate marginali, mentre alcuni territori storici iniziano a confrontarsi con temperature sempre più elevate e periodi di siccità prolungati.
Questa evoluzione impone una domanda cruciale: la biodiversità della vite sarà sufficiente ad affrontare i cambiamenti futuri?
Secondo Elisa De Luca, la risposta passa dalla ricerca genetica, dal miglioramento varietale e dalla capacità di innovare in modo continuo.
Genetica, AI e digitalizzazione nella viticoltura
Oggi la ricerca viticola integra discipline sempre più avanzate: genetica applicata, genome editing, digitalizzazione e intelligenza artificiale.
L’obiettivo è sviluppare varietà più resilienti, sostenibili e adatte ai nuovi scenari climatici, riducendo al tempo stesso l’impatto ambientale delle coltivazioni.
Accanto alla ricerca genetica, cresce anche il ruolo delle tecnologie digitali:
- sistemi di visione artificiale
- droni e imaging multispettrale
- controllo qualità automatizzato
- modelli predittivi basati sui dati
L’innovazione non riguarda più soltanto la produzione vivaistica, ma coinvolge l’intera filiera vitivinicola.
Innovazione e sostenibilità: una sfida culturale
Uno dei temi più interessanti emersi nell’intervista riguarda il rapporto tra innovazione e cultura del settore.
Tecnologie e varietà resistenti potrebbero accelerare la sostenibilità della viticoltura, riducendo l’utilizzo di fitofarmaci e migliorando la resilienza produttiva. Tuttavia, spesso l’innovazione si confronta con modelli ancora molto legati a una visione tradizionale della tipicità.
Il futuro della viticoltura passerà quindi anche dalla capacità di integrare ricerca, identità territoriale e nuove tecnologie.
Dove nasce davvero il vigneto del futuro
Nel nuovo numero di Radici raccontiamo come ricerca, genetica e AI stiano contribuendo a costruire il futuro della viticoltura internazionale.
Un percorso che parte dal vivaio, ma che avrà un impatto sempre più concreto su sostenibilità, qualità e competitività dell’intera filiera.