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La grande bellezza italiana uniti si vince

La Grande Bellezza Italiana: un modello vincente di rete ortofrutticola

Durante l’intervista pubblicata su Radici, Leonardo Odorizzi racconta la nascita e l’evoluzione della rete d’imprese ortofrutticole La Grande Bellezza Italiana. Alla domanda su come sia nata l’idea, Odorizzi spiega che tutto è cominciato nel 2015, in risposta alla crisi del settore delle drupacee, con l’obiettivo di unire le forze tra aziende che condividevano le stesse difficoltà. La scelta della forma aggregativa è stata dettata dalla volontà di mantenere l’identità di ciascuna realtà, pur collaborando su progetti comuni. Il processo decisionale è basato sull’unanimità, per garantire coesione e responsabilità condivisa. Tra gli ostacoli principali, Odorizzi cita l’armonizzazione delle procedure tra oltre 600 collaboratori, superata grazie alla fiducia reciproca e alla complementarità delle competenze. L’interesse per le IGP è cresciuto dopo la pandemia, portando alla valorizzazione di otto prodotti tipici, tra cui la Clementina del Golfo di Taranto e il Radicchio di Verona. Per coinvolgere le nuove generazioni, è stata creata un’Academy che stimola i giovani a proporre idee innovative. La rete sta anche sperimentando l’intelligenza artificiale per migliorare la tracciabilità e l’efficienza. Quanto all’export, Odorizzi riconosce le difficoltà logistiche del fresco, ma intravede potenzialità nel trasformato. Infine, pur non ispirandosi a un modello preciso, cita SanLucar come esempio di approccio al mercato, sottolineando che la loro forza è nell’unire l’Italia sotto un unico marchio.

L'agricoltura italiana è un giardino di eccellenze, una costellazione di produzioni tipiche e vocazioni territoriali. Ma nel supermercato globale, fatto di logiche industriali, grandi volumi e forniture ininterrotte, queste gemme rischiano di essere offuscate o, ancora peggio, scomparire. Siamo ancora un Paese di signorie rinascimentali: frammentati, gelosi, restii a fare squadra. Eppure, proprio come i vasi di coccio tra i vasi di ferro, i produttori si trovano oggi stretti tra giganti produttivi internazionali e una Gdo sempre più esigente. Per sopravvivere, bisogna cambiare passo. E unirsi. C’è chi lo ha fatto e sta raccogliendo i risultati di una scelta lungimirante. La Grande Bellezza Italiana è una rete d’imprese ortofrutticole che ha trasformato la frammentazione in forza, unendo sei realtà diverse sotto un marchio comune dedicato alla valorizzazione delle nostre IG. Una scommessa nata da una crisi – quella delle drupacee – e diventata un caso di successo che raccontiamo sulle pagine di Radici grazie alle parole di uno dei fondatori e portavoce della rete, Leonardo Odorizzi, che ci spiega perché oggi l’aggregazione non è solo una strategia. È l’unico modo per continuare a esistere.

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