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Logistica agroalimentare: come Romina Roccasalvo sta innovando la filiera siciliana

Nel mondo dell’agroalimentare si parla spesso di innovazione. Più raramente si parla di logistica come leva strategica. Eppure è proprio lì, tra programmazione dei viaggi, temperature controllate, slot di scarico e tempi di guida, che si gioca una parte decisiva della competitività delle imprese.

La storia di Romina Roccasalvo, Amministratore Delegato di Next to Business (NTB), parte da lontano — dalla Germania, dove è cresciuta e si è formata nel settore dei trasporti — per tornare in Sicilia con una visione chiara: la logistica agroalimentare non può essere considerata un semplice costo operativo, ma deve diventare un elemento centrale del valore di filiera.

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Dalla teoria alla pratica: imparare il settore sul campo

Quando rientra in Italia per lavorare nel comparto ortofrutticolo siciliano, Romina non ha un background agricolo. Lo costruisce sul campo: serre, cicli colturali, richieste della GDO, rapporti con produttori esteri, dinamiche di mercato. Un apprendimento continuo che ancora oggi considera parte del suo metodo.

Perché il punto, in un settore complesso come quello ortofrutticolo, non è dichiarare di innovare. È capire dove intervenire.

Marginalità ridotta, pressione sui costi, regole sempre più rigide sui tempi di guida, piattaforme logistiche con finestre di scarico stringenti: basta un ritardo, una sosta obbligata a pochi chilometri dalla destinazione, per compromettere una consegna e perdere valore.

È qui che la logistica smette di essere invisibile e diventa strategica.

Il modello del “referente unico”: semplificare la complessità

Con Next to Business, Roccasalvo sviluppa un modello chiaro: diventare un’estensione dell’azienda cliente. Non un semplice intermediario, ma un referente unico capace di coordinare ciò che per molte PMI è difficile gestire internamente.

Selezione dei fornitori, controllo qualità, organizzazione dei ritiri, gestione dei documenti di trasporto, comunicazione con le piattaforme logistiche, pianificazione delle tratte: ogni passaggio viene integrato in un sistema coordinato.

In un territorio come la Sicilia, distante dai principali centri di consumo europei, la programmazione è tutto. La distanza geografica non può diventare uno svantaggio competitivo.

Tecnologia e digitalizzazione nella logistica agroalimentare

L’innovazione, in questo caso, non è uno slogan. È fatta di strumenti concreti:

  • tracciamento GPS dei mezzi

  • monitoraggio remoto della temperatura

  • digitalizzazione dei DDT

  • portali condivisi per il controllo in tempo reale

  • sistemi antifurto e controllo dei parametri di viaggio

Ma il vero salto avviene nella fase di pianificazione. L’introduzione di software in grado di elaborare ordini, vincoli di temperatura, slot di scarico e tempi di guida permette di comporre automaticamente i carichi e individuare le tratte più efficienti.

Il risultato è duplice: riduzione dei chilometri percorsi e dei consumi, ma anche miglioramento delle condizioni di lavoro. Meno ore notturne, meno stress operativo, più organizzazione.

In altre parole: sostenibilità ambientale e sostenibilità umana.

Export e visione internazionale: “La Sicilia nel Mondo”

La visione di Roccasalvo non si ferma al trasporto. Con il progetto “La Sicilia nel Mondo”, presentato a Fruit Logistica, l’obiettivo è offrire ai produttori un supporto strutturato per affrontare i mercati internazionali.

Non una semplice promozione territoriale, ma un coordinamento professionale che aiuti le aziende a dialogare con buyer esteri, gestire continuità di fornitura, rispettare standard e costruire relazioni nel tempo.

Per molte PMI agroalimentari, il vero ostacolo non è produrre bene. È organizzarsi per competere su scala più ampia.

Innovare significa cambiare prospettiva

In questa prospettiva, anche l’intelligenza artificiale e i sistemi predittivi trovano senso: non come sostituti delle relazioni, ma come strumenti per rafforzarle. Condividere dati con la GDO, anticipare criticità, ridurre le variabili lungo la filiera significa rendere il sistema più affidabile.

La logistica agroalimentare diventa così un nodo centrale del valore: protegge la marginalità, riduce sprechi, migliora il servizio e sostiene l’export.

La lezione è semplice ma potente: innovare non significa aggiungere tecnologia, ma ripensare l’organizzazione. E quando questo accade, anche un territorio percepito come periferico può diventare protagonista.

Portando la Sicilia un po’ più lontano. E un po’ più in alto.

Radici N4 – Dicembre 2025

Questo è solo uno dei racconti presenti nel numero 4 di Radici.
Se vuoi leggere l’intervista integrale e gli altri approfondimenti su innovazione, filiere e trasformazione digitale, richiedi il fascicolo scrivendo a marketing@qgs.eu.

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