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Innovazione agroalimentare: un cuore UHT per il futuro green di TreValli Cooperlat

Nel cuore dello stabilimento TreValli Cooperlat di Jesi non batte solo una nuova linea produttiva, ma una visione industriale che guarda al futuro dell’agroalimentare con pragmatismo e responsabilità. L’installazione del nuovo impianto di sterilizzazione UHT firmato Tetra Pak rappresenta il tassello più visibile di un percorso di trasformazione che unisce tecnologia, sostenibilità e competitività, e che Radici Magazine n.4 racconta come uno dei casi più concreti di innovazione applicata alla filiera lattiero‑casearia italiana.

L’investimento, pari a 7 milioni di euro, segna un salto di qualità significativo:

riduzione del 50% dei consumi idrici, risparmio energetico del 5% e un incremento della capacità produttiva del 14%. Numeri che non vengono presentati come obiettivi isolati, ma come il risultato di una scelta strategica precisa, orientata a rendere la produzione più efficiente e flessibile senza compromettere la qualità e la sicurezza dei prodotti. In un mercato sempre più sensibile ai temi ambientali e in rapida evoluzione sul fronte dei consumi, la capacità di innovare i processi diventa una leva fondamentale per restare competitivi.

Il nuovo impianto UHT si inserisce infatti in una trasformazione più ampia che coinvolge l’intero sito produttivo di Jesi, oggi strutturato su otto linee capaci di lavorare latte, panna e prodotti vegetali come bevande e creme.

Una flessibilità che consente a TreValli Cooperlat di rispondere con rapidità alle richieste di un mercato che guarda sempre più al plant‑based, mantenendo al tempo stesso un presidio solido sulla tradizione lattiero‑casearia che caratterizza la cooperativa da oltre sessant’anni.

Ma l’innovazione raccontata da Radici non si ferma alla produzione. Accanto alla nuova linea UHT, lo stabilimento ha avviato un biodigestore anaerobico in grado di trasformare gli scarti di lavorazione in biogas, utilizzato per generare vapore nei processi produttivi. Un passo decisivo verso l’autonomia energetica e la riduzione dell’utilizzo di gas fossile, che si affianca alla realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato ad alimentare parte delle attività quotidiane. È una strategia green che non si limita all’adozione di singole tecnologie, ma costruisce un modello industriale più circolare, efficiente e attento alle risorse.

La partnership con Tetra Pak gioca un ruolo chiave in questo percorso. L’integrazione tra automazione avanzata, sistemi di scambio termico e soluzioni progettate per ridurre i consumi dimostra come la collaborazione tra industria alimentare e fornitori tecnologici possa generare benefici concreti lungo tutta la filiera. Non si tratta solo di aumentare le rese produttive, ma di farlo preservando la qualità dei prodotti e riducendo l’impatto ambientale, in linea con una visione condivisa di innovazione sostenibile.

Il caso TreValli Cooperlat, inserito nella sezione GoodIdeas di Radici, diventa così emblematico di un messaggio più ampio: anche un settore spesso percepito come tradizionale può trasformare la tecnologia in una leva di crescita responsabile. Con 234 milioni di euro di fatturato, nove cooperative agricole attive in sei regioni e marchi storici presenti sulle tavole degli italiani, TreValli Cooperlat dimostra che innovare non significa solo produrre di più, ma produrre meglio, creando valore per il territorio, per le persone e per l’intero sistema agroalimentare.

L’articolo completo, con dati, voci e approfondimenti, è disponibile su Radici Magazine n.4 – dicembre 2025, dove questo progetto viene raccontato come esempio concreto di come l’innovazione industriale possa diventare il motore di un futuro più sostenibile per l’agrifood italiano.

Radici N4 – Dicembre 2025

Questo è solo uno dei racconti presenti nel numero 4 di Radici.
Se vuoi leggere l’intervista integrale e gli altri approfondimenti su innovazione, filiere e trasformazione digitale, richiedi il fascicolo scrivendo a marketing@qgs.eu.

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