La nostra presenza è caratterizzata da autorevolezza e competenza, alimentata da una profonda passione per la tecnologia e la digitalizzazione aziendale. Ci impegniamo a creare valore per i nostri clienti, guidandoli attraverso l’evoluzione digitale con innovazione e fiducia.

Esplorate il nostro blog per scoprire le ultime tendenze, approfondimenti tecnici e storie di successo che evidenziano il nostro impegno verso un futuro digitale responsabile e sostenibile.

Donne nell’ortofrutta: dati e professionalità per contare nelle decisioni

La mela è il filo rosso della carriera di Giulia Montanaro. Prima le relazioni internazionali di Assomela, poi Interpoma a Fiera Bolzano, oggi la direzione generale del network Sambóa. Lo scorso maggio ha aggiunto una nuova tappa al suo percorso, raccogliendo da Carola Gullino il testimone alla presidenza dell’Associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta.

Conoscere il ruolo delle donne nella filiera ortofrutticola significa prima di tutto poterlo misurare. Servono dati affidabili, capaci di raccontare professionalità, presenza nei diversi segmenti della filiera e partecipazione ai luoghi in cui si prendono le decisioni.

È uno dei temi al centro dell’intervista a Giulia Montanaro, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, pubblicata nel sesto numero di Radici Magazine. Un confronto che parte dalla rappresentanza femminile per allargarsi alle trasformazioni che stanno interessando l’intero comparto: nuovi comportamenti di consumo, cambiamento climatico, digitalizzazione e capacità di attrarre nuove generazioni.

Donne nell’ortofrutta: dalla visibilità alla rappresentanza

Nata nel 2017, l’Associazione riunisce imprenditrici, manager, tecniche e professioniste attive lungo tutta la filiera, dal vivaio alla produzione, dalla ricerca alla logistica, fino alla commercializzazione e alla distribuzione. Dopo una prima fase dedicata alla riconoscibilità, per Giulia Montanaro è arrivato il momento di compiere un passo ulteriore: portare questa varietà di competenze anche nei luoghi in cui viene deciso il futuro del comparto.

“Ora vogliamo contare nei tavoli in cui si prendono le decisioni sul futuro dell’ortofrutta.”

Il tema della rappresentanza rimane quindi centrale, ma assume una prospettiva più ampia. L’obiettivo è contribuire alle grandi questioni dell’ortofrutta mettendo a disposizione professionalità ed esperienze che attraversano segmenti diversi della filiera.

Una filiera ortofrutticola che sta cambiando

Quali sono oggi le trasformazioni che incidono maggiormente sul comparto?

Giulia Montanaro ne individua soprattutto due: la crescente difficoltà di interpretare i consumatori e il cambiamento climatico. Quest’ultimo interessa l’intera filiera e porta con sé la necessità di sviluppare varietà più resistenti e soluzioni che sappiano conciliare le esigenze della produzione con quelle del mercato.

A queste sfide si aggiunge quella dell’attrattività del settore verso le nuove generazioni.

Secondo Giulia Montanaro, l’agricoltura contemporanea deve essere raccontata superando immagini e stereotipi che non ne rappresentano più la realtà. Il comparto è cambiato e, per attrarre nuovi talenti e professionalità, occorre rendere visibile questa evoluzione.

Digitalizzazione dell’ortofrutta: un potenziale ancora da esplorare

L’innovazione costituisce un altro passaggio centrale dell’intervista.

La necessità di innovare è ormai riconosciuta, ma questo non significa che tutte le imprese abbiano già individuato la strada da percorrere. Giulia Montanaro sottolinea infatti come le potenzialità della digitalizzazione siano ancora in parte inesplorate, soprattutto in campo. 

Proprio qui il digitale può sostenere quello che viene definito l’anello più esposto della filiera e contribuire a migliorare la capacità di programmare.

Tecnologia e dati assumono quindi valore non come obiettivo in sé, ma nella misura in cui permettono di comprendere meglio ciò che accade e costruire decisioni più consapevoli. È una prospettiva che riguarda la gestione della filiera, ma anche il modo in cui possiamo conoscere la sua composizione.

Per conoscere il ruolo delle donne servono dati

È qui che l’intervista entra nel cuore del tema affrontato dal nuovo numero di Radici.

Quando si parla di donne nell’ortofrutta, emerge infatti una mancanza di informazioni strutturate. Si discute della minore presenza femminile nei ruoli apicali, ma manca una base uniforme che permetta di descrivere il ruolo delle donne nei diversi segmenti della filiera. Molte considerazioni continuano quindi a nascere dall’esperienza e dalla percezione diretta. 

Giulia Montanaro sintetizza così la questione:

“Il primo passo è avere dati. Manca una base uniforme che descriva il ruolo delle donne nell’ortofrutta e nei diversi segmenti della filiera.” 

Il punto non è semplicemente raccogliere più informazioni. È costruire una base conoscitiva elaborata con metodo, che restituisca una fotografia attendibile del settore. 

Una necessità che ha conseguenze molto concrete.

Senza dati diventa infatti più difficile progettare iniziative e orientare le decisioni. Per questo l’Associazione intende iniziare a costruire un patrimonio di conoscenze anche attraverso approfondimenti dedicati, come quello citato nell’intervista sul ruolo delle donne nei mercati all’ingrosso.

Prodotto e dati: due risorse per l’ortofrutta

La riflessione di Giulia Montanaro si inserisce così in una trasformazione più generale del settore agroalimentare.

Il prodotto rimane il cuore dell’ortofrutta. Ma accanto al prodotto assumono sempre maggiore importanza le informazioni che consentono di comprenderne produzione, mercato e organizzazione.

Come osserva Giulia Montanaro:

“Nei prossimi anni prodotto e dati avranno lo stesso peso: il prodotto resta il cuore del settore, i dati aiutano a produrre, vendere e organizzare meglio.” 

È un passaggio che restituisce al dato una dimensione molto concreta: non qualcosa da accumulare, ma uno strumento per conoscere meglio il settore e prendere decisioni più fondate.

Professionalità ed empatia per il futuro della filiera

Alla domanda su quale parola accompagnerà il suo mandato, Giulia Montanaro ne indica in realtà due: professionalità ed empatia.

L’empatia viene associata alla solidarietà tra le persone dell’Associazione e con gli altri attori del settore. La professionalità resta invece la condizione necessaria per poter contribuire realmente, qualunque sia il punto della filiera in cui si opera e indipendentemente dal genere. 

Ed è forse proprio qui che rappresentanza, dati e competenze finiscono per incontrarsi.

Conoscere meglio chi compone la filiera significa poter valorizzare meglio le professionalità che la fanno funzionare. E disporre di dati attendibili significa creare basi più solide per progettare iniziative, orientare le decisioni e partecipare ai luoghi in cui si costruisce il futuro dell’ortofrutta.

È il passaggio dalla percezione alla conoscenza. Ed è anche uno dei modi in cui i dati possono davvero fare filiera.

Condividi questo post: