Efficientamento, digitalizzazione e sostenibilità sono le parole chiave che guidano il percorso di Melinda, realtà di riferimento nella filiera ortofrutticola italiana. Nell’intervista a Luca Lovatti su RADICI, emerge una visione concreta e condivisa di economia circolare: riduzione degli sprechi, valorizzazione delle materie prime e investimenti continui in tecnologie innovative.
Il Consorzio, che riunisce 16 cooperative e oltre quattromila famiglie nelle Valli del Noce, punta su energia rinnovabile, risparmio idrico, agricoltura rigenerativa e progetti di bioeconomia circolare. Tra le iniziative di punta, il progetto MeByC trasforma le mele biologiche non destinate alla vendita in risorse per la cosmetica e la nutraceutica.
La digitalizzazione è un pilastro strategico: l’automazione dei dati e l’uso dell’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il controllo di gestione, rendendo più rapide e consapevoli le decisioni aziendali. L’obiettivo? Tutelare i margini dei soci, aumentare l’efficienza e rafforzare la competitività, in un contesto di mercato sempre più sfidante.
Guardando al futuro, Melinda continuerà a investire su innovazione, recupero dei sottoprodotti e comunicazione verso il consumatore, promuovendo una cultura della sostenibilità e della gestione circolare.
La gestione attenta delle risorse – a partire dall’acqua – e l’investimento continuo in tecnologie, sia in campo sia in magazzino, raccontano una visione chiara: solo innovando si può migliorare la marginalità per chi produce, riducendo sprechi e costi lungo tutta la filiera. È su questa visione – concreta, circolare, condivisa – che si sviluppa il dialogo di Radici con Luca Lovatti, Responsabile Ricerca e Sviluppo del Consorzio Melinda
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