Nel settore agroalimentare si parla sempre più di digitalizzazione, circolarità e sostenibilità, ma troppo spesso queste parole restano slogan. Nel suo editoriale per Radici, Mauro Molinari mette a fuoco il vero nodo: senza misurazione, nessuna trasformazione è reale.
Gli incentivi di Industria 4.0 hanno spinto molte aziende verso soluzioni digitali frammentate e prive di una strategia, con benefici limitati. Allo stesso modo, sostenibilità e circolarità vengono spesso confuse, mentre sono concetti distinti che richiedono strumenti adeguati per essere valutati.
È qui che il digitale diventa decisivo: ERP, IoT, sensoristica, sistemi di tracciabilità e piattaforme ambientali permettono di leggere i flussi di materia ed energia, misurare impatti e performance e verificare se un processo è davvero migliorato.
Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non può più basarsi sui racconti, ma sui dati. Solo chi è disposto a guardare la realtà misurata — e non quella immaginata — può costruire una filiera davvero circolare, efficiente e credibile.
Digitale, circolarità, sostenibilità: parole ovunque, realizzazioni poche. Nel rincorrere l’ultima moda del green, troppe aziende hanno dimenticato l’essenziale: senza misurazione, nessuna di queste parole ha senso. E così, invece di innovazione, abbiamo assistito a un prof luvio di slogan. Il risultato? Greenwashing travestito da progresso.
Dalla rubrica Now or Never